Alessandro Gucciardo [pittore]

Alessandro in una frase è…
Sono un trentatreenne siciliano trapiantato a Modena. Mi occupo di grafica per vivere e per diletto e di pittura e arte in genere solo per diletto! Dipingo da parecchi anni. Nel mio percorso artistico ho frequentato, inizialmente, alcuni pittori della mia città per poi approdare all’Accademia di Belle Arti di Palermo dove ho avuto modo di sviluppare maggiormente la mia formazione artistica…
In che modo ti sei avvicinato alla pittura? Come ti senti dopo aver dipinto?
Credo che il mio interesse per la pittura nasca da una complessità di cose che io stesso fatico a individuare ma tra le quali hanno grande importanza le attitudini personali, l’educazione ricevuta e il contesto familiare e sociale nel quale sono cresciuto.
L’episodio però che ha segnato, nella mia memoria, l’inizio di un interesse particolare per l’arte è legato ad un ricordo d’infanzia. Erano gli anni ‘80 e nella mia città, Agrigento in Sicilia, si teneva un happening di pittura in occasione di un’importante manifestazione sul cinema. Alcuni pittori locali erano stati chiamati a dipingere in piazza, su delle enormi tele, soggetti cinematografici. Tutto intorno c’erano queste gigantesche superfici bianche, decine di barattoli e tubetti di colore, gli artisti concentratissimi sul loro lavoro e i passanti che, incuriositi, si fermavano ad osservare. Meravigliato contemplavo la bravura dei pittori ed ero scrupolosamente attento alla loro tecnica che, a me bambino, sembrava quasi un procedimento magico. Provai una sensazione di piacere e gioia e, quel luminoso giorno di primavera ricco di colori, mi si è impresso nella memoria come se fosse una fotografia.
Dopo aver dipinto non sempre sono appagato. Ritengo che questa sensazione, per certi versi simile alla frustrazione, sia molto importante: esiste uno scarto enorme tra ciò che si immagina e ciò che si può effettivamente rappresentare con la materia. Mi sento appagato quando comprendo di aver finito e dunque quando raggiungo la consapevolezza di aver trovato la giusta sintesi tra quello che la mia mente aveva immaginato e le soluzioni che la materia mi ha offerto. Poi comincio un altro quadro e riprende questo processo di frustrazione/appagamento!
la situazione ideale per dipingere per te è…
Più che di “situazione” parlerei di “stagione”. Riesco a dipingere bene tra settembre e gennaio. Non mi spiego ancora a cosa sia dovuto ma sono legato a questo “ciclo creativo”. Probabilmente la malinconia che genera l’autunno fa la sua parte…
che definizione daresti alle parole: creatività, emotività, espressività?
Le definizioni le lascio ai dizionari… Ma, di queste tre parole, vorrei che tutti i giorni della mia vita ne fossero intrisi. Purtroppo non sempre è così. Ma quando riesco a fare qualcosa, parlo anche un’azione umana e non necessariamente artistica, che le sintetizzi e riunisca tutte mi sento felice come un bambino!
quali sono le tue fonti di ispirazione?
Le mie fonti d’ispirazione non sono catalogabili. Uno spunto artistico posso trovarlo ovunque da un racconto appena letto ad una fotografia su un quotidiano! Tuttavia posso dirti che la maggior parte dei miei stimoli creativi e della mia ispirazione derivano dalla musica. Spesso l’ascolto ad occhi chiusi e immagino forme e colori generati dai vari suoni o ritmi (i saggi sull’argomento di Kandinskij sono stati di grande insegnamento). Da queste “immagini immaginate”, a volte, nascono spunti che cerco di tradurre in pittura. Ovviamente non tutta la musica si addice a questa operazione. Quella di genere “ambient” è la più adatta e poi ho alcuni musicisti prediletti. Te ne cito tre: Peter Gabriel (specialmente le colonne sonore), Philp Glass e Michael Nyman.
l’ultimo libro che hai letto?
Necropoli di Boris Pahor che consiglio caldamente. Purtroppo, e me ne rammarico, ho pochissimo tempo per leggere ma tra impegni di lavoro, famiglia e pittura…
progetti futuri?
Nell’ultimo anno ho concentrato la mia ricerca artistica sulla materia. Questo mi ha portato a concentrarmi molto su di essa a discapito della figurazione oggettiva. Spero, in futuro, di recuperarla. Ma preferisco non parlare molto di questo... Piuttosto, per il futuro, dovrei cominciare a fare qualche mostra e trovarmi una galleria che mi supporti e sopporti. Anzi, se c’è un gallerista in ascolto…
crediti | Mielenero - contenitore d'idee | ultimo aggiornamento 12/05/2008